CONGO Ospedale Maman Paola
Onlus Mariana

PROGETTO CONGO

II "Progetto Congo" vuole dare un contributo a varie iniziative per lo sviluppo delle aree più povere del Congo e per un miglioramento qualitativo della vita delle persone più disagiate dei villaggi spesso colpiti da guerre interne per le risorse del Paese (diamanti e oro) e per il potere politico. Da un punto di vista medico-sanitario la situazione del Paese è drammatica) in aiuto ai villaggi ci sono solo pochissimi centri di sanità gestiti da missionari o dal clero locale che però devono affrontare il problema della mancanza dì energia elettrica e di acqua corrente.

La persona di riferimento sul posto per coordinare gli aiuti e per vigilare sulla corretta distribuzione degli stessi è il sacerdote Don Iiunga Mayamba della diocesi di Luiza. Egli oltre ad essere rettore del seminario maggiore di Malole (120 seminaristi, 20 sacerdoti insegnanti, 15 membri del personale) nella città di Kananga, della Repubblica Democratica del Congo, è stato nominato Segretario per le Pontificie Opere Missionarie Congolesi nel gennaio del 2007. Egli, grazie ai suoi viaggi in Italia, è già riuscito a realizzare alcuni progetti.

PROGETTI REALIZZATI:

  1. Piccolo ambulatorio ospedaliere "Maman Paola** situato nella località di Kalenda, un villaggio al centro di altri cinque. La direzione e l'amministrazione dell'ambulatorio sono affidate a Don Iiunga che, con questa struttura, vuole portare assistenza alla popolazione povera che è esposta a tante malattie senza la speranza di ricevere cure (l'ospedale più vicino é raggiungibile a piedi in 10 ore e durante la stagione delle piogge le strade, già in pessimo stato, risultano impraticabili). In particolare l'ambulatorio ha la finalità di assistere le donne partorienti in una zona dove le donne spesso muoiono con i loro bambini durante il parto. Si cerca anche di impartire un'educazione sanitaria per aiutare la popolazione a prevenire certe malattie o a riconoscerle per tempo in modo da farsi curare prima che sia troppo tardi. In pratica questo ambulatorio funziona da reparto di ostetricia e per le cure da malaria, infezioni, vermi intestinali, tosse, febbre, ecc. Questo ambulatorio è una vera speranza per migliaia di gente povera e abbandonata dalle grandi strutture mediche delle città e da quando è stato costruito si è riusciti a ridurre notevolmente la mortalità delle madri partorienti e dei neonati, che resta comunque un problema diffuso.
  2. Scuola materna ed elementare per fornire ai bambini una certa cultura vista come fattore propulsivo di sviluppo e miglioramento delle condizioni sociali dei villaggi più poveri.

PROGETTI DA REALIZZARE:

  1. Ospedale. Per quanto riguarda l'ambulatorio "Maman Paola", si vorrebbe ampliarlo con altri due padiglioni per arrivare a 140 posti letto, dotandoli di generatore di corrente, letti, materassi, lenzuola, coperte oltre a apparecchiature mediche. Attualmente lavorano 4 medici.
  2. Autonomia alimentare. La zona di Kalenda è una zona di savana e di foreste con terreno molto fertile, con una stagione di pioggia abbondante per nove mesi. Nonostante ciò la gente dei villaggi coltiva con la zappa riuscendo a produrre pochissimo, che quasi mai serve per sfamare la propria famiglia. Inoltre ci sono molti terreni coltivabili che vengono raggiunti solo a piedi in molte ore di cammino, rendendo il giorno lavorativo molto corto. In quella zona rimane quindi tanta fame e miseria e non vi sono autorità politiche o organizzazioni ad aiutare la popolazione. Si è quindi pensato ad un progetto volto a dare a questa popolazione l'autonomia alimentare riunendole in piccole cooperative, dotandole di attrezzature agricole più moderne, insegnando loro tecniche di coltivazione e allevamento, costruendo per loro ed insieme a loro pozzi per irrigazione e per bere. Nella zona non mancano persone di buona volontà e nel progetto sono coinvolti anche i seminaristi di Don Ilunga perché un domani, come sacerdoti, saranno anch'essi in prima linea in altri villaggi a combattere la fame insegnando alla popolazione le tecniche apprese.
  3. Formazione professionale. La cosa che manca di più in questi villaggi è la formazione_professionale dei giovani. C'è quindi un progetto per creare una scuola di falegnameria (e in seguito di meccanica e altro) a. Muene- Ditu (una città di circa 500.000 persone). Infatti scuole professionali ci sono solo nella capitale, Kinshasa, che dista circa 900 km. Per questo progetto sono già state trovate nella zona di Udine (Manzano) moltissime macchine per la lavorazione del legno funzionanti ma dimesse {perché non corrispondevano alle norme sulla sicurezza o per attività che hanno chiuso), che si possono acquistare con poca spesa per insegnare un mestiere ai giovani e dare loro speranza per il futuro.

Per quanto riguarda il progetto dei piccolo ospedale c'è già stata data la disponibilità professionale di alcuni medici locali, laureati presso l'università di Kinshasa; per quanto riguarda il progetto della scuola professionale c'è già stata data la disponibilità a tempo parziale di professori dalla capitale; per quanto riguarda il progetto autonomia alimentare gli uomini dei villaggi hanno già espresso la loro volontà e impegno. Quello che manca, quindi, non sono le risorse umane ma aiuti finanziari, attrezzi, conoscenze tecniche.

( ilufel@yahoo.fr)

La donazione è stata di 10.000 euro per la costruzione dell'Ospedale da parte di un benefattore

Le persone di riferimento per questo progetto sono: ROBERTO CARRARO e CRISTINA BATTOCCHIO

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2017-05-30T18:43:02+00:00